Anaepa-Confartigianato Edilizia Umbria: "Chiediamo condizioni chiare ed univoche sulla sicurezza per la riapertura dei cantieri edili"

14.04.2020

ANAEPA-Confartigianato Imprese Umbria in questo momento di dialogo con il Governo lancia un appello importantissimo per tutta la filiera delle costruzioni, affinchè si mettano subito in atto delle misure specifiche per garantire la sopravvivenza delle imprese e venga adottato un grande piano di opere pubbliche e anche di incentivi per sostenere l'edilizia privata.  Ad oggi come tutti sappiamo, la maggior parte dei cantieri sono bloccati e il pericolo concreto è che domani non ci siano più le imprese che dovranno effettuare i lavori.

In questa fase, nel prepararsi, non sappiamo ancora quando, a riprendere le attività di cantiere, vorremmo porre l'attenzione sull'aspetto della sicurezza, soprattutto alla luce dell' art. 42, comma 2 del D.L. CURA ITALIA che assimila l'infezione da contagio Covid-19 ad un infortunio sul lavoro rendendo di fatto impossibile la gestione e la riapertura dei cantieri e noi stiamo chiedendo a gran voce che tale articolo venga eliminato.  Ad oggi non è chiaro se tale "infortunio" verrà trattato come "in itinere" ma se così non fosse potrebbe compromettere addirittura la continuazione dell'azienda stessa oltre ad incidere anche sull' entità del preemio INAIL ovviamente. Alla ripresa dei lavori, sarà importante aver appreso  approfonditamente il protocollo sulla sicurezza Covid, siglato il 24 marzo 2020 e nell'interesse dei datori di lavoro e dei lavoratori, sarà importante avere delle regole chiare ed univoche per gestire in sicurezza i cantieri: è importante delineare bene le responsabilità di tutti gli operatori, pubblici e privati coinvolti ed i relativi oneri. Qualora questo importante punto, non venga approfondito meglio nelle prossime norme annunciate, sulle procedure di sicurezza Covid di imminente uscita, secondo noi sarà opportuno un confronto diretto fra Coordinatore della Sicurezza, il Committente ed l'azienda che effettua i lavori al fine di dettaliare tutte le procedure da adottare ed assicurarsi che siano venga rispettato quanto stabilito dal Protocollo citato

Occorre in sostanza definire bene i confini e le responsabilità dell'impresa che a nostro parere dovrebbero derivare esclusivamente dall' inosservanza di quanto stabilito dalle norme, le quali vanno ribadite e tracciate in fase di confronto fra tutti gli operatori. Riteniamo infatti che sarebbe opportuno che le procedure da seguire in un  cantiere vengano condivise in modo certo e tracciabile da un sanitario, che evidenzi ad esempio i  presidi da utilizzare e le procedure dettagliate ( ad esempio tipo di mascherina e guanti, modalità di ultilizzo, frequenza del cambio, igiene nel cantiere, sanificazuione degli ambienti e macchinari di cantiere e tutte le procedure per operazioni che non possono essere eseguite ad una distanza inferiore ad un metro, controlli per ingressi in cantiere, ecc...). Anche per l'utilizzo dei mezzi di cantiere ed autoveicoli, auspichiamo che vengano previste precise procedure per mentenere le distanze all'interno delle cabine e  la sanificazione delle stesse. Tutte queste cose andranno ad impattare sui P.O.S. e implicheranno anche un doveroso aggiornamento dei vari D.V.R.

Il nostro intento, è sollecitare tutte le imprese a seguire pedissequamente le norme previste e  tutelarsi nel modo migliore possibile contro eventuali responsabilità laddove vengano rispettate tutte le norme di legge e di mettersi nella posizione di poter dimostrare questo.

In conclusione, alla luce di quanto esposto, è chiaro che ci saranno anche maggiori oneri per la sicurezza e crediamo che non possano essere solo le imprese a sostenerli. Il nostro auspicio è che il Prezziario Regionale, in fase di aggiornamento in questo mese, consideri queste cose nei costi per la sicurezza nei cantieri, nelle more di ciò suggeriamo di valorizzare queste cose insieme alla committenza e di considerare tali costi nei vari computi.

 

 

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